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#MeA 3: Dodici caduti rientrati dalla Russia tumulati a Cargnacco

March 2, 2019

Erano rientrate in Italia, a Venenzia, il 14 dicembre 2018 le salme di 12 militari del Regio Esercito caduti durante la Campagna di Russia nella Seconda Guerra Mondiale. Sono state tumulate oggi al Tempio di Cargnacco (UD), dopo oltre settant'anni.

 

Come spiegato dal Generale di Divisione Alessandro Veltri, Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa (OnorCaduti) durante la cerimonia, elogiando il lavoro di chi sta "dietro le quinte" (stando alle parole d'omelia dell'Arcivescovo Santo Marcianò, Ordinario Militare d'Italia) i corpi sono stati identificati in delle fosse comuni in Russia, nella regione Kirov, dal sapiente lavoro delle associazioni "Linea Gustav" di Cassino, l'amministrazione del Museo della Seconda Guerra Mondiale di Felonica e "Linea Gotica" in Toscana, sui pochi resti rimanenti, brandelli dell'uniforme, accessori in dotazione all'esercito, frammenti di vettovaglie e oggetti di fattura italiana, più raramente mostrine o documentazione.

 

Le salme si troverebbero tutte su un percorso ben preciso, le vecchie linee ferroviarie russe. Stando alle ricostruzioni, difatti, su queste linee passavano i vagoni dei prigioneri di guerra diretti verso i freddi campi di prigionia sovietici del nord.

Tra loro anche molti prigionieri italiani dell'Armir, l'8° Armata del Regio Esercito comunemente conosciuta come Armata Italiana in Russia, il corpo di spedizione della Campagna di Russia del 1942.

Quelli che non ce la facevano a soppravvivere al viaggio, ad ogni fermata, venivano semplicemente raggruppati e buttati di fianco ai binari, era la popolazione civile locale difatti, nella maggior parte dei casi, a prendersene cura ed inumarli come si poteva, per la maggior parte in fosse comuni poco distanti l'une dalle altre.

 

Ma l'opera sapiente delle associazioni coinvolte ha saputo individuare e rimpatriare, con l'aiuto di OnorCaduti e dell'addetto militare dell'Ambasciata Italiana presso Mosca, altre 12 salme, di cui 2 note (Antero Terradura di Passignano sul Trasimeno, Perugia, 16 gennaio 1913, e Giulio Lazzarotti, Monchio delle Corti, Parma, 25 giugno 1922), che si uniscono così alle 100, di cui 6 note, rientrate nel maggio 2018, un enorme risultato per le onoranze ai nostri caduti, spingendo la Commissione del Ministero della Difesa a fare ancora di più, i cui frutti potremmo vedere a breve.

 

È stato possibile poi provvedere anche al riconoscimento di un terzo caduto, già tumulato a Cargnacco come ignoto e ri tumulato ora nello stesso sacrario col proprio nome e cognome, Orfeo Minari, diretta volontà dei familiari.

 

 

 

Proprio sui nomi come fulcro dell'identità della persona si è soffermato l'Arcivescovo Marcianò, concentratosi nella sua omelia sul significato più profondo del valore della Memoria, cui la nostra Associazione prende il nome, un valore fondamentale nel rendere onore a tutti i militi che hanno combatutto per l'Italia e così per tutti noi.

 

Con la sua benedizione poi le salme sono state tumulate nella Cripta del Tempio di Cargnacco, alla presenza di innumerevoli autorità civili e militari, tra cui si vogliono ricordare anche tutti i dirigenti degli oltre mille sacrari militari del Friuli-Venezia Giulia, ricevendo il meritato riposo eterno nel sacrario dedicato esplicitamente ai caduti in Russia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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