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#MeA 1: Sepoltura dei Martiri di Castua

September 15, 2018

(1.1) 15 settembre 2018:

 

Lo scorso 5 luglio, a Castua (oggi Kastav, in Croazia), sono stati finalmente effettuati degli scavi nel bosco di Loza, zona individuata come sede di una fossa civile già indicata a suo tempo, nel 1992, dalla Società di Studi Fiumani del Presidente Amleto Ballarini insieme al parroco locale Don Franjo Jurčević, che negli anni raccolse, in segreto, importantissime informazioni e testimonianze sull'accaduto.

 

 

Sappiamo quindi ora che la fosse risale al maggio del 1945, quando le truppe dell'OZNA (Odeljenje za Zaštitu NAroda, ossia Dipartimento per la Sicurezza del Popolo) controllate dal Maresciallo di Jugoslavia Josip Broz Tito, senza eseguire alcun tipo di processo, davano la morte per fucilazione al Senatore del Regno d'Italia Riccardo Gigante per poi unirne il corpo a quello di altri innocenti tra i quali il giornalista Nicola Marzucco, il Maresciallo della Regia Guardia di Finanza Vito Butti e il Vice Brigadiere dei Reali Carabinieri Alberto Diana, tutti fucilati lungo il muro in rovina della Chiesa Crekvina.

 

 Ma oggi, finalmente, dopo 72 anni, grazie all'esemplare opera di mediazione della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmate (FederEsuli), tra Istituzioni Italiane e Croate, sarà possibile dare degna sepoltura ai riesumati resti mortali dei martiri castuani, per i quali si è tenuta una speciale messa in suffragio nella mattinata di oggi presso la Chiesa di Sant’Elena proprio a Castua.

 

Sembra poi, che questo storico avvenimento possa essere

anche giusto l'inizio di progetti ancora più ambiziosi:

«Castua è solo il primo passo. Il nostro obiettivo è che la memoria non vada perduta, per cui vogliamo che in ogni luogo dove si è verificato un eccidio, in ogni foiba, in ogni fossa comune, sia apposta una lapide o un cippo che ricordi cos’è successo», difatti, le parole del Presidente della Federazione Antonio Ballarin. Un discorso un programma, che si spera andare avanti nel solco del dialogo tra le autorità delle due nazioni. «Su Castua i croati hanno mostrato un grande senso di civiltà», il Presidente FederEsuli. «Le autorità croate hanno dato una grande mano», conferma il Console Generale d’Italia a Fiume Paolo Palminteri, che conserva in Consolato quei pochi effetti personali, tra i quali spicca per suggestività un vecchio orologio da taschino, rinvenuti nella fossa di Castua.

(1.2) 20 ottobre 2018:

 

Così il 20 ottobre, grazie anche al lavoro della Commissione del Ministero della Difesa e di OnorCaduti nella figura del suo Presidente il Generale Alessandro Veltri, alla presenza di autorità militari e civili, le sette salme rinvenute sono state solennemente tumulate presso il Tempio Sacrario di San Nicolò di Udine dopo la resa degli onori militari, ritrovando una pace disperata.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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