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26 novembre 1917 - 26 novembre 2017: Centenario della Prima Battaglia del Piave

November 26, 2017

La Prima Battaglia del Piave fu uno scontro a fuoco tenutosi tra Regio Esercito Italiano e Forze degli Imperi Centrali dal 13 al 26 novembre del 1917, tra le rive del Piave e del Brenta, sul monte Grappa.  Trattandosi della prima ripresa del fuoco dopo la sanguinosa Disfatta di Caporetto con tutto quello che ne era conseguito, la battaglia aveva un'importanza centrale ai fini della guerra in corso.

 

La battaglia ebbe inizio con un'offensiva austro-ungarica solo pochi giorni dopo il Convegno di Peschiera, nel quale l'inamovibilità del Re Soldato, Vittorio Emanuele III, aveva convinto non solo lo Stato Maggiore Italiano, ma tutti gli alleati dell'Intesa, che il Regio Esercito sarebbe riuscito ad assestarsi sulla linea difensiva del Piave.

Le truppe italiane, guidate ora dal nuovo Comandante Supremo il Generale Armanzo Diaz, si erano quindi assestate come deciso lungo il Piave, sfruttando la Strada Cadorna - fatta costruire nel 1916 dal precedente Comandante Supremo il Generale Luigi Cardona per la difesa, già ritenuta punto chiave della guerra, del Grappa -  quando le forze nemiche, guidate dal Generale tedesco Otto von Below, che aveva comandato la Battaglia di Caporetto, sferrarono la prima offensiva il 13 novembre.

 L'attacco venne prontamente bloccato dai militari italiani sui monti Roncone, Peurna, Arvenis e Tomático, ma la battaglia continuò imperterrita per altre due settimane circa, giungendo a termine solo il 26 novembre, quando i 15 battaglioni imperiali destinati alla penetrazione del massiccio vennero respinti definitivamente da 12 battaglioni italiani sul col della Berretta, decretando la vittoria difensiva del Regno d'Italia.

Così ebbe a commentare l'esito della battaglia il Generale tedesco Paul von Hindenburg: "gli Italiani sapevano quanto noi che l’Austria-Ungheria aveva gettato in questo attacco tutto il suo peso sulla bilancia della guerra. Da questo momento la monarchia danubiana ha cessato di essere un pericolo per l’Italia".

 La Prima del Piave fu l'unica battaglia di difesa elastica del Regio Esercito nella Grande Guerra e grazie a questo ed alla decisione del Comando Supremo di concedere più spazio agli ordini degli ufficiali sul campo, riducendo il problema della burocrazia militare che tanto aveva contribuito a Caporetto, l'Italia ebbe la sua decisiva vittoria - che di li a poco si sarebbe trasmutata nella Terza Guerra del Piave, ossia nella battaglia di Vittorio Veneto del novembre 1918, che avrebbe reso al Regno d'Italia la Vittoria - e venne così commentata dal Generale Gaetano Ettore Stefano Giardino, comandante dell'Armata del Grappa: "il soldato italiano, non per virtù di provvedimenti di comando o di governo, né per favorevole rivolgimento di situazione militare (che dovette anzi conquistare col suo sangue), ma da sé e da solo, ben inteso sotto i suoi comandanti diretti di unità e di reparti, riprese la coscienza morale e il suo valore".

 

 

 

 

 

 

 

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